Scoperta nuova falla nella sicurezza di Facebook Allegati eseguibili, fare attenzione
Un ricercatore di sicurezza ha scoperto una vulnerabilità in Facebook per via della quale possono essere compiuti tentativi di infettare i computer degli utenti attraverso allegati con file eseguibili.In breve, è stata scoperta la possibilità di caricare su Facebook dei file eseguibili, ossia il tipo di file di solito più usato per infettare. Nello specifico, utilizzando i messaggi vi è la possibilità di allegare un file: normalmente Facebook non permette di allegare file eseguibili e il bug consiste proprio in una falla grazie alla quale, invece, si riesce a farlo.
Va notato che, tra utenti del social network, i messaggi possono essere inviati da chiunque a chiunque, pertanto l’essere amici non è necessario.
Va detto che la tecnica è un po’ troppo evidente – almeno per occhi non sconsideratamente ingenui – per avere quell’efficacia che ci si potrebbe aspettare: di solito chi intende infettare preferisce servirsi di link apparentemente innocui che procedono poi a un redirect, trasferendo il browser su altri nomi a dominio opportunamente forgiati e dietro ai quali si nascondono siti “infettanti”. Il rischio, dunque, è limitato, ma c’è.
Facebook, attraverso il suo Security Manager Ryan McGeehan, fa sapere che “questa scoperta illustra solo la possibilità di inviare un file a un altro utente Facebook. Tale file non può essere eseguito senza l’interposizione di un ulteriore livello di ingegneria sociale. Oltre a ciò, noi non ci basiamo esclusivamente sull’uguaglianza di stringhe come misura protettiva in quanto anche i file ZIP e altre estensioni possono esibire comportamenti imprevedibili quando inviati come allegati”.
“Inoltre – continua McGeehan – eseguiamo una scansione antivirus su qualunque cosa entri, come misura secondaria di sicurezza, dunque abbiamo una difesa attiva in profondità per questo tipo di vettore. Ciò ci pone a livelli di protezione molto simili ai proviider di posta elettronica, che hanno a che fare con rischi simili e questo non è che una minima parte di come proteggiamo contro il complesso di queste minacce. In fin dei conti, per un malintenzionato è molto più pratico nascondere un eseguibile in una landing page convincente nascosta dietro un servizio di accorciamento URL, una dinamica con cui abbiamo avuto a che fare per qualche tempo”, conclude.

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